Trekking di una giornata
Su Mannau, Antas, Corona Arrubia.
Il percorso prende il via dalla località di Su Mannau sede dell'omonima grotta, considerata tra le più belle della Sardegna, originata dal lento lavorio dei fiumi il Placido e il Rapido, ha uno sviluppo turistico di 500 metri. La prima parte della cavità carsica denominata Sala Archeologica, veniva usata in passato come tempio ipogeico dedicato al culto delle acque.
Il percorso si sviluppa quasi completamente su passerelle da dove si potranno osservare forme diverse di concrezioni, stalattiti, stalagmiti, piccole cascate e laghetti verdi.
Oltrepassato il piazzale antistante la biglietteria di Su Mannau il percorso prosegue lungo il
sentiero chiamato "Strada Romana" che collega l'area archeologica di Antas con la grotta di Su Mannau.
Attraverso un sentiero in ripida ascesa ci s'inoltra all'interno di un fitto bosco di lecci, in alcuni tratti sono visibili i solchi lasciati sul duro calcare, dal passaggio dei carri in epoche remote. Attraverso un comodo sentiero pianeggiante si raggiunge in breve tempo l'area archeologica di Antas. La valle, cela uno "scrigno" di tesori archeologici che vale la pena conoscere: il Tempio Punico Romano unico nel suo genere in Sardegna; resti del periodo nuragico ancora tutti da scoprire; siti importanti per la storia del Fluminese e non solo. Il pezzo forte che caratterizza e distingue nella sua unicità la valle è sicuramente la presenza delle maestose colonne del Tempio romano (III sec.dC) che prende il nome dalla località. Il luogo di culto era dedicato al dio eponimo dei Sardi Sardus Pater Babai.
Seguendo un sentiero in mezzo al bosco si arriva alle cave romane utizzate per la costruzione del Tempio; si prosegue verso il sito minerario di Canali Bingias, incontrando piazzole di carbonai, gallerie, ruderi di magazzini e "terrazze" da cui si godono panorami mozzafiato verso la valle di Antas. Canali Bingias rappresenta un impianto d'estrazione di piombo conosciuto già in epoca Punica e Romana. Il paesaggio è
d'ineguagliabile bellezza, caratterizzato da inghiottitoi naturali che, a seguito dell'attività mineraria ripresa in epoca medioevale e continuata poi dai minatori dell'800, hanno raggiunto una profondità di circa cento metri.
A questo punto il percorso si presenta particolarmente accidentato, a causa del substrato calcareo che ha subito una forte erosione lasciando scoperti degli spuntoni di roccia. Si arriva sopra la falesia di Corona Arrubia dove sono presenti i resti di un recinto megalitico conosciuto come "Sa Corti e su Bestiu" (il recinto del diavolo); si narra che la vallata fosse abitata da uno spirito malvagio che si rifugio sulla sommità di Corona Arrubia. Il percorso prosegue verso la "Sa Grutta e Mandia": una voragine di origine carsica dal diametro di circa 10 metri, dove al suo interno è cresciuto spontaneamente un leccio dalla grossa chioma verde che fà da benvenuto. L'itinerario trekking continua in discesa, verso l'area mineraria di Terras Nieddas per terminare nella località Su Mannau.
Trekking Durata: 5 ore A/R.
Difficoltà: escursionistico (impegnativa).
Lunghezza: 6 e mezzo km (percorso circolare).
Quote: minima 335 - 550 massima.
Nota: si consiglia la visita alla grotta di Su Mannau. Il ramo turistico ha uno sviluppo di 500 metri, il percorso si svolge quasi completamente su passerella da dove si potranno osservare forme diverse di concrezioni, stalattiti, stalagmiti, piccole cascate e verdi laghetti.
Costi: servizio giuda con il personale della START-UNO (vedi tariffe); Tempio di Antas (intero € 3,50; ridotto € 3,00 per bambini dai 6 ai 13 anni e scolaresche); Grotta Su Mannau (intero € 10,00; dai 6 ai 12 anni e scolaresche € 6,00; gruppi oltre le 25 px € 8,00; ).
Promontorio granitico di Capo Pecora
L'itinerario di Capo Pecora consente di godere di uno scenario naturale affascinante, sia per la bellezza selvaggia dei paesaggi che esso offre, sia per la presenza di un'area archeologica testimoniante il "modus vivendi" dei nuragici, che bene si amalgama al paesaggio agro-pastorale del luogo. L'escursione si svolge su un tracciato che alterna con viste sul mare scenari di ampio raggio, ai cespugli di lentisco e agli olivastri dell'entroterra, dopo aver abbandonato il sentiero costiero.
Ogni punto dell'itinerario è testimonianza degli effetti dell'azione del vento, del mare e della salsedine, specialmente incontrando calette dai caratteristici ciottoli tondeggianti alla stregua dei massi granitici pur visibili e riconoscibili anche a distanza notevole. Ecco, infatti, la località Corru Longu da cui prende avvio la nostra escursione.
Dopo un susseguirsi di promontori e percorrendo i sentieri tracciati "per noi" dalle capre, ha inizio la zona archeologica e la si deduce dai primi "incontri" dati da quarziti e schegge di ossidiana, sparsi qua e là sul terreno.
Ma la vera testimonianza della civiltà del 1500 aC, quella nuragica appunto, è data dalla presenza di un pozzo con abbeveratoio probabile risultato di moderne rielaborazioni. Da qui è un continuo rinvenire di strutture, la tomba dei giganti, la fonte sacra, tutto quanto insomma, possa farci immaginare alcuni momenti della vita dei nuragici.
L'escursione si conclude dopo aver camminato accompagnati da intensi profumi marini e dai paesaggi offerti dal selvaggio entroterra, Corru Longu cosi come ha segnato l'inizio del nostro itinerario segue il traguardo ultimo.
Durata: 4 ore A / R.
Difficoltà: escursionistico.
Lunghezza: 6 km (percorso circolare).
Quote: minima 3 - 110 massima.
Costi: servizio giuda con il personale della START-UNO (vedi tariffe).
Punta Pillocca e Monte Serrau
Il percorso parte dalla laveria di Arenas, in attività fino alla fine degli anni '70 e discende costeggiando le dighe dei fanghi, dove un cantiere di forestazione ne ha piantumato le scarpate con essenze mediterranee e lecci.
Dopo circa 500 mt si arriva ad un ampia curva della strada mineraria che continua verso il villaggio, il percorso abbandona la strada e attraverso un piccolo sentiero in ripida ascesa raggiunge dopo qualche centinaio di metri la Grotta di Punta Pilocca, si presenta con un ampio ingresso, sono stati ritrovati vari reperti che vanno dal prenuragico al periodo Romano.
La cavità è ai piedi della grande falesia dove sono tracciate state numerose vie di arrampicata ben attrezzate (una sessantina circa), il sentiero prosegue in quota e costeggia la parete verticale fino ad incontrare un ampio grottone di grande e suggestiva bellezza. Si entra nel grottone e si risale una piccola colata calcitica per circa 5 metri composta da belle marmitte di erosione antica. Superata questa piccola difficoltà si prosegue su un sentiero costeggiando la ripida e imponente falesia.
La visuale della valle sottostante è davvero di grande e selvaggia bellezza, si prosegue ora in discesa stando attenti all'intricata vegetazione d'alto fusto; per superare una splendida guglia, occorre risalire in una stretta gola e da qui ridiscendere molto ripidamente fino all'anfiteatro di Punta Pilocca, non è una parete molto estesa ma la qualità veramente eccezionale della roccia ne fa subito la perla dell'arrampicata nel cagliaritano. Punta Pilocca diviene uno dei centri guida dell'arrampicata in Sardegna, sulle sue rocce vengono superate le prime difficoltà superiori al 7a: il 7a + di "Dolce insofferenza" (1987), il 7b + di 100 "Anni di Solitudine" (1988), il 7c + di "Cotton Club" (1988) sino ad arrivare all'8a dello "Stretto Indispensabile" (1991). Dal 1988 la falesia smette di essere il luogo d'élite dell'arrampicata sarda per divenire il punto di ritrovo dei neofiti e degli amanti dell'arrampicata tecnica in placca, in un ambiente rilassante e solare.
Si prosegue verso Monte Serrau e lo si costeggia girandoci praticamente attorno fino ad incontrare gli antichi scavi minerari. Da qui, si riprende la vecchia strada della miniera che costeggia antichi scavi risalenti al periodo pisano fino alla deviazione dove la strada verso sinistra porta al punto vedetta antincendio situato sulla punta di Monte Serrau, verso destra invece la strada scende lungo la valle per terminare esattamente sopra il dirupo dell'anfiteatro di Punta Pilocca, mentre si prosegue diritti e dopo un grande scavo a cielo aperto si ridiscende verso la laveria di Arenas.
Durata: 5 ore A / R.
Difficoltà: escursionistico (impegnativa).
Lunghezza: 6 km.
Quote: minima 535 - 704 massima.
Costi: servizio giuda con il personale della START-UNO (vedi tariffe).
Masua - Cala Domestica
L'escursione parte poco prima dell'ingresso della miniera di Porto Flavia, dove un sentiero in ripida ascesa conduce alle bellissime falesie colme di vie d'arrampicata. Si prosegue in salita fino a raggiungere la quota di 250 mt e ammirare dall'alto il bellissimo scoglio di Pan di Zucchero. Si Prosegue lungo il sentiero fino a raggiungere la sommità di Canal Grande, nella caletta si apre una grotta naturale, parzialmente sommersa dal mare. La grotta viene ricordata nelle guide turistiche, oltre che per la sua forma particolare, anche per lo spettacolo offerto dal mare che, spinto dal vento di maestrale, si riversa nell'apertura. Si procede per il cammino fino a raggiungere il delizioso fiordo di Cala Domestica, porto minerario dominato da una delle tante torri di avvistamento antisaracene, fatte costruire dagli spagnoli intorno al 1500.
Durante la seconda guerra mondiale fu il rifugio per gli incursori della X ° Mas. (Mas = motoscafi antisommergibili).
Durata: 6 ore solo andata.
Difficoltà: escursionistico (impegnativa).
Lunghezza: 10 km circa (solo andata).
Quote: minima 34- 330 massima.
Costi: servizio giuda con il personale della START-UNO (vedi tariffe).
LE PROPOSTE POSSONO ESSERE MODIFICATE IN BASE ALLE VOSTRE RICHIESTE.



One day Trekking
"ANTAS" Temple


