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Murales

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Lotte fascisteIl fenomeno culturale ed artistico dei murales a Fluminimaggiore non è stato valutato e valorizzato nella giusta misura: negli anni tra il 1960 e il 1970, la rivoluzione politico-sociale giovanile che percorreva tutta l’Italia, faceva sentire molti fluminesi parte in causa dei cambiamenti che stavano avvenendo, ed è proprio in quel momento che si iniziò a manifestare tale sentimento nei murales.

Un gruppo di amici che condivideva molti ideali e forse sogni e ambizioni, creò nel 1974 il “Circolo pacifista”, luogo in cui si trattavano problematiche importanti, forse anche troppo avanti per quei tempi e per la situazione difficile che attraversava la Sardegna, una terra che incominciava a guardare lontano dalle sue stesse origini, ma pur sempre radicata alla propria cultura.

Tra la fine degli anni 70 e gli inizi degli anni 80, nasce “Radio Arancio” e all’interno di questa, tante iniziative, come quelle dei Murales,  che grazie anche al successo aggregativo del famoso circolo pacifista, vede la partecipazione di tantissimi giovani. E’ in questo momento che viene fondato il gruppo murales ed inizia di fatto la sua attività. In principio lo scopo del Gruppo era quello di realizzare murales che si ispirassero a quelli famosissimi di Orgosolo e che fossero  una denuncia più o meno palese di problematiche e avvenimenti politici, sociali e culturali.Emigrazione e disoccupazione

Il Gruppo Murales lavorò intensamente, interrompendo però l’attività con l’inizio della crisi, dovuta all’effetto della chiusura definitiva delle miniere, che ebbe ripercussioni in tutti i settori dell’economia del paese. Molti giovani partirono e incominciò il primo grande esodo alla ricerca di un equilibrio economico più stabile.

Pani e casuNel 1995, l’iniziativa viene rifondata, con l’aiuto dei vecchi componenti-artisti e alla collaborazione di nuovi giovanissimi, ribattezzandola con il nome di “Gruppo Murales Imbracchinadoris”.
I temi trattati  sono tra i più svariati e dalle interpretazioni artistiche più diverse, ma seguono tuttavia due filoni fondamentali:
- i murales che attuano una vera e propria ricerca delle radici fluminesi, con la descrizione di riti, tra sacro e profano, lavori e tradizioni della vita quotidiana ormai dimenticate;
- mentre l’altro filone, include i murales che rappresentano scorci di paesaggi fluminesi, compresi quelli sulle miniere, con gli aspetti negativi e spesso tragici che queste hanno lasciato in eredità.

Testo di Doratea Lepori

La START-UNO ringrazia il gruppo “Murales inbrachinadores” per avere donato al paese un grande patrimonio culturale e artistico e di poterlo divulgare attraverso questo sito Internet.